Dalla mia Rubrica Nodi Ancestrali
Da un po’ di tempo ho anche iniziato a filare a mano! È diventata la mia nuova passione… Lo trovo rilassante e ipnotico!
Girare, girare, girare… Quanta magia in questo gesto e movimento!
Ora ti racconto una storia… vera!
Quando dico che la tessitura è un’arte magica è perché lo è!
Da tempi immemori le filatrici e tessitrici sono state considerate donne capaci di predire il futuro di una persona!
Infatti nella tradizione europea ci sono le Dee del Fato che a seconda del Paese di provenienza hanno un nome diverso, tra queste le Norne (Paesi Nordici), Parche romane, Moire greche, Matres (Francia) e Matronae (Germania).
I loro strumenti del destino erano fusi, rocche (di filo), forbici e fili.
Presiedevano la nascita e la morte di una persona.
Tre erano le Dee e di conseguenza tre le fasi: il passato che è già stato tessuto e arrotolato al fuso, il presente che passa tra le dita della tessitrice e il futuro che è la lana intorno alla rocca che deve passare tra le mani della tessitrice, dal momento che il presente deve diventare passato.
Loro decidevano il fato del neonato mentre filavano e la lunghezza del filo tessuto intorno alla testa del nascituro rappresentava il suo destino.
Queste Dee, ed anche le tessitrici e filatrici, erano chiamate fate, ovvero donne buone, e streghe.
Altri nomi per indicare le fate derivano dalla dea romana Diana, che corrisponde alla dea greca Artemide, associata alla caccia, alla luna, ai boschi e alla natura selvaggia, protettrice degli animali e delle donne.
Da qui nascono le janas (Sardegna), xanas (Spagna) e ianare/janare in Campania (Benevento).
A Bisaccia le chiamiamo “scianare“.
Purtroppo nel corso dei secoli la religione cristiana ha screditato e maltrattato queste donne, poiché i loro usi e costumi erano legati alla religione pagana, definendole sciocche, pericolose, amiche del diavolo e capaci di malefici, portando il termine fata a diventare dispregiativo “fatua”, ovvero sciocca, stupida e il termine “strega” come donna cattiva e diabolica.
Il resto è storia
Questa idea è così radicata nella nostra cultura, che ancora oggi si crede che la strega sia legata alla magia nera, ma non è assolutamente così!
Anche in letteratura agli inizi del ‘600 Shakespeare nella sua tragedia “Macbeth” parla di tre donne, sorelle e streghe barbute che leggono il fato del protagonista, peccato che siano designate come malvagie a causa dell’influenza della caccia alle streghe.
Quest’opera ha messo ancora di più a rischio le donne, in particolare quelle barbute!
P.S. Il mio nome, Jessica, ha origini ebraiche e significa “chiaroveggente“… Sarà un caso?!
